IIIª edizione della Leggenda del Drago

STIGLIANO – “Le donne, i cavalieri, l’arme…Nessuno sapeva da dove fosse venuta quella maledizione”. Pare che “verso la fine del XV secolo, il demonio si era ‘sistemato’ nei pressi del lago montano di Stigliano, dove terrorizzava ed uccideva i poveri malcapitati che vi si avvicinavano, divorando greggi e bruciando messi. Inorridito da tali e tante efferatezze, il signore del posto vi si precipitò per affrontare in duello l’immonda bestia. Resosi conto delle propria impotenza al cospetto della belva, verrà aiutato dalla visione di una fanciulla. Che, tra sonno e veglia, gli suggerisce di affrontare il mostro nottetempo, dopo avergli fatto divorare un intero gregge di pecore e colpendolo al cuore, suo unico punto debole”.

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Da questo arcaico racconto locale trae ispirazione “La leggenda del drago”, sapiente ricostruzione e rappresentazione scenica all’aperto. Uno spettacolo di carattere itinerante, ambientato nel centro storico di Stigliano, fra via Portello e San Raffale Pantano. Dall’abitato (che fu) alle sue propaggini. Visitare per credere. L’appuntamento è per il giorno 11 agosto (con replica il 12),  con inizio alle ore 21,30. L’ingresso è libero. Idem la visione. Un motivo in più per non lasciarsi sfuggire l’occasione. Perchè “sapere non è conoscere”. Più che uno slogan, un principio ispiratore per gli adepti di “Stigliano Eventi”, struttura associativa autonoma registratasi come organizzazione di volontariato di natura confederativa dei sodalizi locali. E che di anno in anno ripresenta lo spettacolo nel suo fascino primordiale. Reso ancor più avvincente dalla “Giostra di cavalli e cavalieri”. Un torneo equestre fra testimonial dei territori appartenuti al feudatario Eligio Della Marra (prima), al “Principato” di Stigliano e – comunque – rappresentanti di quei centri le cui comunità si sono spesso incontrate e confrontate in ambiti intercomunali.. Nove municipalità (Aliano, Cirigliano, Corleto Perticara, Gorgoglione, Guardia Perticara, Missanello, Roccanova, Sant’Arcangelo e Stigliano ndr),  nove Sindaci disposti – per un giorno (il 7 agosto con inizio alle 18 ndr) – ad indossare un costume d’epoca medievale e a svestire i panni della carica politica. Nove cavalli ed altrettanti cavalieri a duello. In una gara di assalto al fantoccio (3 in paglia stilizzati, posti lungo il percorso in posizione verticale ndr). In palio, il primato del “Principato”. Oltre ad un “paniere” di prodotti caratteristici che ciascun primo cittadino porterà in dote, comune per comune. Vince chi, dopo le tre prove,  riesce a totalizzare il maggior punteggio. In attesa che i riflettori si accendano sul borgo. Meglio conosciuto come la Chiazz’. Per la toponomastica via Portello. Occasionalmente abbellita da vessilli, scudi e stendardi e illuminata da  torce. Intanto che per i vicoli rivivono gli antichi mestieri e sulle tavolate rispuntano le pietanze tipiche, preparate nel rigoroso rispetto della tradizione. Sempre qui – senza mai svelare quanto verrà rappresentato successivamente nell’area di San Raffaele Pantano, ma anticipandone i contenuti – una  voce fuori campo introduce lo spettatore nel contesto storico oggetto della rappresentazione. Un gran numero di comparse ed attori locali (circa 200) alle prese con un copione pre-definito per tutta la durata del cine-spettacolo. Mentre nello spettatore, rapito dall’abile passaggio di mani degli sbandieratori, s’insinua la sensazione di essere parte integrante della vita dell’epoca. Tra un colpo di sega del falegname, i battiti (su pietra) dello scalpellino e (sul ferro) del campanaro, le bracciate del contadino e della massaia intenta alle faccende domestiche, ecc.. Per tutto l’arco della giornata. Un suggestivo ritorno al passato che gli accurati giochi di luce e i particolari effetti sonori contribuiscono a rendere ancor più interessante e partecipato. A San Raffale Pantano, ameno anfiteatro naturale messo a disposizione da privati, lo scontro decisivo. L’eterna battaglia tra il Bene ed il Male. Tra l’eroe e la creatura mitica. Tra il Principe ed il drago (in cartapesta, capace – mediante dispositivi meccanici – di sollevare la testa, di sbattere le ali ed agitare la coda), sconfitto dal primo (il principe ndr) all’ultimo assalto. Come leggenda vuole. Non prima, però, di aver ripercorso le esperienze dell’eroe che hanno fortificato – fra assassini e battaglie – l’animo del principe e forgiato il guerriero. Fra innumerevoli difficoltà comprese nel copione. Così, “quando la leggenda diventa un fatto, la leggenda si stampa”. (James Goldbeck e Warner Bellah)…E ci si ritrova nella realtà.

 Antonio Grasso