Chi siamo

L’Associazione “Stigliano Eventi” è una struttura associativa autonoma, apartitica, pluralista a carattere volontario e democratico ed è costituita senza fini di lucro anche indiretto. È liberamente costituita come organizzazione di volontariato di natura confederativa tra le associazioni stiglianesi senza fini di lucro esclusivamente per finalità di pubblica utilità e di solidarietà sociale avvalendosi in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti.

Perché?

Il grave disagio di cui soffre l’intero territorio della montagna-collina materana ed in misura evidente la realtà di Stigliano, ha fatto sorgere l’esigenza di costruire percorsi, occasioni, azioni ed attività non più delegabili alle forze politiche. Il diffuso senso di abbandono ha reso indispensabile pensare ma soprattutto costruire un cammino di crescita e di consapevolezza. Assunto che la politica, da sola, non è in grado di soddisfare le aspettative ed i bisogni della collettività, si è reso indispensabile agire a supporto di essa, troppo spesso lasciata sola, se non isolata nello svolgimento della mission.

L’assenza di occasioni per vivere insieme come comunità; il forte isolamento cui le aree interne sono costrette a confrontarsi ogni giorno; il degrado urbano; la promozione di una migliore qualità della vita; la necessità di promuovere la cultura del volontariato, quella cultura capace di esplicitare che si può e si deve vivere per l’altro; la riscoperta delle proprie radici, come elemento di comunanza fra giovani, giovanissimi ed anziani; la riscoperta a la tutela del bene comune da vivere nella assoluta legalità; la possibilità di fornire ai giovani alternativi luoghi per vivere in allegria e condivisione un evento; l’assenza del comune tra gli itinerari turistico-culturali provinciali, e regionali, rappresentano le esigenze primarie cui il progetto intende dare risposte.

Con la realizzazione del progetto, le Associazioni, in partnership anche con le scuole superiori, medie ed elementari, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, hanno inteso co-progettare e co-realizzare, con il quasi esclusivo ricorso ad energie e capacità autoctone, animate da spirito di assoluto volontariato, un intervento di ripristino e valorizzazione del Centro storico di Stigliano che vedrà la partecipazione ed il coinvolgimento di un’intera comunità: dal mondo dell’associazionismo, a quello imprenditoriale, dal mondo della scuola e a quello dell’anziano, ognuno portatore di proprie e significative istanze, ognuno portatore di soluzioni e suggerimenti e comunque tutti accomunati da un senso di rinascita, di rilancio di un intero territorio.

È un’occasione per mettere in rete tutte le competenze e le conoscenze.

È un’occasione per ridurre i rischi di esclusione sociale e di degrado urbano, per favorire l’inserimento lavorativo, limitare l’emigrazione giovanile e favorire il rientro dei giovani emigrati; ridurre la marginalità e il deficit di servizi per le popolazioni delle aree interne.

È un investimento in capitale umano che si traduce non solo nella possibilità di un rilancio del territorio, ma che ha l’ambizione di creare, nell’arco di tre- cinque anni, nuove possibilità occupazionali legate al turismo, al mondo della drammatizzazione.

L’innovazione è rappresentata dalla scommessa, che pensiamo vincente, di coinvolgere un intero territorio, una intera comunità per riconsegnare quel sano protagonismo, molla di una rinascita civile ed economica.

La realizzazione nel centro storico di una sorta di eco-museo, di un ambiente da riviltalizzare e fruire garantisce la continuità futura del progetto oltre la scadenza del progetto attuale. Il tipo di investimento che si effettuerà grazie alle attività previste dal presente progetto permetterà di proseguire i rapporti già esistenti tra i partner in maniera più razionale e nell’ambito di accordi che premiano la tempestività e la razionalità degli interventi, mentre la drammatizzazione di antiche leggende locali, è stata inteso come strumento per rivivere il territorio.

Ferma è la volontà di riproporre questo laboratorio di rivisitazione delle leggende locali, cambiandone di anno in anno il tema, anche nei prossimi anni, perché tale esperienza, scortata dalla acquisizione di nuove ed alternative professionalità autoctone, possa diventare un appuntamento, un punto di riferimento degli e negli itinerari turistici provinciali e regionali.

È un progetto ambizioso ed impegnativo.

L’ecomuseo e la riproposizione di antiche leggende rappresentano una occasione da offrire ai giovani troppo spesso impegnati a seguire modelli fragili, effimeri e/o a frequentare spazi privi di riferimenti all’impegno sociale, culturale e che sembrano stimolare solo l’illegalità e la voglia di trasgredire; agli anziani sempre più isolati nel pensare ad un mondo passato e forse non più riproponibile, almeno nel modello da loro vissuto;alla famiglia che viene sempre più vissuta come un fast food; alla Chiesa perché, attraverso la divulgazione dei principi ispiratori del mondo del volontariato, possa ricevere una aiuto nel cammino di solidarietà, di uguaglianza sociale, di dignità umana; al mondo della scuola perché possa ricevere sostegno e coinvolgimento nei percorsi formativi ed educativi; al territorio ed all’ambiente sempre più deturpati e trascurati. Crediamo anche e soprattutto, nella capacità, nella forza di creare unione delle persone che vivono ed animano la nostra comunità, nelle professionalità in campo. Il che rende questo progetto una grande e forse irripetibile occasione per il rilancio del territorio.

Si può immaginare un futuro solo con un presente che pensa e riflette sul passato.

Far rivivere attraverso la teatralizzazione di una leggenda locale la riproposizione di antichi mestieri, di antiche attività, di antichi sapori, quei profumi, quegli odori, quel vivere sano, in armonia con il presente ed in un’ottica di rilancio enogatsronomico, turistico culturale, sembra essere la ricetta giusta per il rimpossessarsi del territorio.

È un percorso lungo, certamente irto di ostacoli ma che intendiamo affrontare e superare. Non è forse vero che l’unione fa la forza.

Passaggio doveroso è quello di creare sinergie, una partnership la più diffusa possibile e tendere così a costruire una rete di contatti e di interscambio.

Per questa ragione crediamo e chiediamo il sostegno, non l’aiuto, l’adesione e non l’assistenzialismo, l’intervento e non il contributo del mondo politico, di quello sociale ed economico, di quello ecclesiale, perché possano dimostrare concretamente la vicinanza ad un popolo che si sente fatalmente dimenticato.

Avere coscienza di possedere, rispettare e custodire la cultura del proprio popolo, che è espressione della propria identità, significa contrastare quel diffuso senso di abbandono e rassegnazione, quel processo di depauperamento delle migliori energie e professionalità, ma soprattutto, riconsegnare quella forza coagulante, quel senso di appartenenza e dignità ad un intero territorio.

Molto, tanto dipende dalle risposte che le varie istituzioni ed enti sapranno o vorranno dare.

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